Ipertrofia prostatica catetere vescicale

– minzione imperiosa: cioГЁ uno stimolo urinario impellente.

La terapia per l’ipertrofia prostatica si basa essenzialmente sui farmaci e sull’intervento chirurgico.


L’intervento chirurgico endoscopico: resezione endoscopica transuretrale della prostata (TURP)

– riduzione della forza del getto urinario: questo sintomo viene valutato dall’Urologo con un esame molto semplice denominato uroflussometria


L’intervento chirurgico tradizionale: l’adenomectomia retropubica

Per alcuni giorni dopo l’intervento ГЁ opportuno assumere dei disinfettanti urinari che verranno prescritti al momento della dimissione. Nei primi giorni dopo la dimissione le urine potranno mantenere una colorazione rossastra, che potrГ diventare un po’ piГ№ intensa durante sforzi fisici (per es. durante la defecazione): ciГІ ГЁ dovuto alla presenza di qualche piccolo coagulo o di un modesto sanguinamento che si risolve spontaneamente dopo pochi giorni. Lievi bruciori urinari od uno stimolo ad urinare frequentemente o con urgenza sono disturbi normalissimi dopo l’intervento alla prostata e si risolvono spontaneamente nel giro di alcuni giorni. Piccole perdite involontarie d’urina (per esempio quando si tossisce) sono un evento frequente ma temporaneo e beneficiano di alcuni semplici esercizi (per esempio interrompere il getto urinario durante la minzione) che hanno lo scopo di rinforzare i meccanismi muscolari preposti alla continenza.

In base alla situazione riscontrata dall’Urologo potrГ essere prescritta una terapia con dei farmaci. I farmaci per l’ipertrofia prostatica sono di due tipi : quelli che agiscono cercando di ridurre il volume della prostata e quelli che svolgono un’azione sulla muscolatura del collo vescicale aumentandone l’apertura e determinando cosГ¬ un miglioramento del getto urinario. Talvolta puГІ essere necessario associare questi due tipi di farmaci. Se la situazione prostatica ГЁ piuttosto avanzata, o se la terapia medica non ha risolto i disturbi causati dall’ipertrofia prostatica ГЁ necessario ricorrere alla terapia chirurgica.

La prostata ГЁ una ghiandola sessuale maschile situata alla base della vescica, e circonda il tratto iniziale dell’uretra. La funzione della prostata ГЁ quella di produrre delle secrezioni che costituiscono gran parte del liquido spermatico.

L’adenomectomia prostatica retropubica (o intervento di Millin, dal nome dell’urologo che lo ideГІ) puГІ essere eseguita sia in anestesia generale che in anestesia spinale. La prostata viene raggiunta attraverso un’incisione dell’addome, viene aperta la sua capsula ed estratta la parte ostruente (l’adenoma). Viene quindi posizionato un catetere in vescica ed un tubo di drenaggio temporaneo. La chiusura della parete addominale conclude l’intervento. Il catetere vescicale ed il tubo di drenaggio vengono rimossi dopo pochi giorni. La degenza in ospedale dura circa 6-8 giorni.

Come già accennato sopra, il principale sintomo dell’ipertrofia prostatica è la diminuzione del calibro e del getto urinario, spesso associato anche a difficoltà nell’iniziare la minzione. Altri sintomi potrebbero essere: bisogno di urinare più spesso del normale, nicturia (bisogno di urinare di notte), urgenza minzionale (bisogno urgente di urinare, a volte con perdita involontaria di qualche goccia di pipì), minzione “intermittente” (a più tempi), sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica, difficoltà a iniziare la minzione (nonostante la presenza di un forte stimolo), gocciolamento post-minzionale (dopo aver urinato, il paziente nota la fuoriuscita di alcune gocce di urina). Nei casi più gravi può insorgere anche la completa incapacità ad urinare (ritenzione urinaria), tanto da rendere necessario il riscorso al catetere per lo svuotamento.

In caso di ipertrofia lieve (o di primo grado) l’urologo predilige, in genere, il solo intervento medico, che si avvale dei seguenti farmaci: gli i inibitori della 5 alfa riduttasi e gli alfa-litici.

Entrambi i gruppi di farmaci, però, possono avere degli effetti collaterali. In particolare, gli inibitori della 5 alfa riduttasi possono ridurre la capacità erettiva del pene, mentre gli alfa-litici possono ridurre la pressione arteriosa e, solo raramente, generare l’eiaculazione retrograda (emissione di sperma “al contrario”, verso la vescica anziché all’esterno). Tutti questi effetti, però, scompaiono con la sospensione del trattamento.

Tra le patologie che riguardano la prostata, la più diffusa è sicuramente l’ipertrofia prostatica benigna o adenoma della prostata. Ciò avviene soprattutto dopo i 50-60 anni. Con l’avanzare degli anni, infatti, la parte centrale della prostata tende a ingrossarsi fino a superare anche di 2-3 volte le misure ritenute normali. Con l’età aumenta il tasso di estrogeni e, essendo la parte muscolare della prostata dotata di un gran numero di recettori per gli estrogeni, aumenta anche il rischio di ipertrofia. E’ stato invece scientificamente dimostrata l’assenza di correlazione con lo stato sociale e culturale, con il gruppo sanguigno, il vizio del fumo, l’abuso di alcol, le malattie cardiovascolari, il diabete, la cirrosi epatica e l’ipertensione. A differenza del carcinoma prostatico (che origina, in genere, a carico della porzione periferica), l’ipertrofia si sviluppa a carico della prostata centrale.

Gli alfa-litici, invece, appartengono alla classe di farmaci in grado di rilassare i muscoli del collo vescicale, dell’uretra prostatica e della stessa prostata, facilitando, così, il passaggio dell’urina nell’uretra.

Oltre ai farmaci propriamente detti, esistono poi alcune sostanze ed estratti vegetali (Ortica, pigeo africano semi di zucca, serenoa repens) che sembrano avere un effetto antinfiammatorio e decongestionante sulla prostata.

Il primo esame diagnostico per verificare la presenza di ipertrofia prostatica è, ancora oggi, l’esplorazione rettale: un’indagine semplice, non invasiva e molto attendibile. L’esito positivo dell’esame è dato dalla vista di una prostata indurita, dolorante e, in caso di ostruzione prolungata, di dilatazione degli ureteri e delle cavità renali legate al ritorno dell’urina dalla vescica verso il rene o dall’incapacità di far defluire normalmente le urine verso la vescica. L’ ipertrofia prostatica deve essere differenziata dal carcinoma prostatico; questo rende il ruolo del medico di fondamentale importanza. L’urologo, infatti, durante la visita deve fare un’accurata diagnosi differenziale tra le due malattie. Altri esami diagnostici sono: il PSA (antigene prostatico specifico), esame del sangue che serve a valutare le concentrazioni dell’antigene della prostata; l’esame delle urine (per accertare la presenza di leucociti: i globuli bianchi che indicano la presenza di un’infezione); l’ecografia urologia (studio dello stato dei reni, della vescica e della prostata per mezzo di una sonda collegata ad un apparecchio, detto ecografo), da effettuarsi con vescica piena.

A cura del dottor Benedetto Giuseppe

Il primo gruppo di farmaci (in particolare la finasteride e dutasteride) agisce arrestando la trasformazione del testosterone nella sua forma attiva diidrotestosterone, che stimola la crescita della prostata.

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