Ipertrofia prostatica e tenesmo rettale

  • dolore sovrapubico da ritenzione urinaria;
  • dolore/bruciore alla minzione;
  • emissione di urine ematiche;
  • elevato residuo post minzionale;
  • insufficienza renale cronica.

Ecografia prostatica Transrettale (attualmente questo esame ha la SOLA utilita’ di consentire la valutazione del volume ghiandolare pre-operatorioà al fine di scegliere la terapia più opportuna e la tipologia di intervento disostruttivo da consigliare).

51 e 70 è 10 anni

  • esitazione minzionale;
  • riduzione del flusso urinario;
  • sgocciolamento terminale e post-minzionale;
  • minzione prolungata;
  • incontinenza paradossa.

aggregati di elementi ghiandolari e per il

La zona periferica rappresenta la porzione ghiandolare in cui più frequentemente (70% dei casi) si sviluppa un tumore maligno.

Gli esami di routine per la valutazione e il trattamento dell’iperplasia prostatica benigna sono:

Resezione endoscopica di adenoma prostatico


COME SI CURA?

Come accennato, grazie alla spiccata azione lassativa esercitata dai derivati antrachinonici in esso contenuti, il rabarbaro è un rimedio decisamente efficace e largamente impiegato nel trattamento della stitichezza.
Per il trattamento di questi disturbi, la pianta deve essere assunta internamente.
A titolo indicativo, se il rabarbaro viene assunto sotto forma di infuso, generalmente, si consiglia di preparare il prodotto utilizzando 1-2 grammi di droga polverizzata. Di solito, la dose consigliata è di una tazza d’infuso da assumersi al mattino e/o alla sera.
Nel caso in cui il rabarbaro venga assunto sotto forma di estratto, invece, generalmente, si consiglia di assumere una dose che varia dai 0,3 grammi fino a 1 grammo di prodotto.

Nella medicina popolare, il rabarbaro viene utilizzato internamente per contrastare i disturbi digestivi e la perdita di appetito; oltre a trovare impiego come rimedio contro la dentizione dolorosa nei bambini. Esternamente, invece, la pianta viene sfruttata dalla medicina tradizionale per il trattamento di affezioni cutanee e scottature.
Il rabarbaro trova numerosi impieghi anche nella medicina cinese, dove viene utilizzato per il trattamento di edemi, dolore addominale, tenesmo rettale, amenorrea ed è usato perfino come rimedio contro il delirio.
Il rabarbaro è utilizzato anche in campo omeopatico con indicazioni per il trattamento di diarrea, coliche e disturbi legati alla dentizione nei bambini. Generalmente, lo si può trovare sotto forma di granuli o gocce.
La dose di rimedio omeopatico da assumere può essere differente fra un individuo e l’altro, anche in funzione del tipo di disturbo che si deve trattare e in funzione della tipologia di preparazione e di diluizione omeopatica che s’intende impiegare.

Droga costituita dalle radici decorticate e dal rizoma essiccato (Farmacopea Ufficiale)

Più nel dettaglio, l’attività lassativa è da imputarsi ai glicosidi antrachinonici contenuti nella pianta.

Rheum palmatum, Rheum officinale

Il rabarbaro ha inoltre attività colagoghe ed è quindi indicato nel trattamento delle malattie croniche del fegato.

N.B.: le applicazioni del rabarbaro per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

A causa dell’eccessiva perdita di ioni potassio che può verificarsi in seguito all’assunzione prolungata di rabarbaro, si può andare incontro ad un potenziamento degli effetti di glicosidi cardioattivi eventualmente somministrati in concomitanza al trattamento con la pianta.

Evitare l’assunzione di rabarbaro in gravidanza, durante l’allattamento, in bambini con meno di 12 anni di età e in caso d’ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.

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