MORINGA OLEIFERA: L’AIUTO NATURALE PER LA DISFUNZIONE ERETTILE

Cavernosografia – Eco-doppler penino – arteriografia per valutare le disfunzioni vascolari;

La Moringa oleifera già a questo livello risulta essere una valida alleata possedendo tutti i nutrienti necessari a ripristinare l’equilibrio psico-fisico. Donando maggiore benessere e più sicurezza, permette la dissolvenza delle componenti psicologiche che gravano, con un peso specifico importante, sui problemi erettili.

Trattamenti per il cancro alla prostata o per ingrandimento della prostata

Sovrappeso, specialmente l’obesità

Due sono i processi fisici che provocano erezione:

Tabagismo, che riduce il flusso di sangue a vene e arterie

In questi casi è consigliabile una ricerca ematochimica con dosaggio del testosterone e della prolattina. Gli esami medici che ci permettono di escludere le cause organiche sono:

La Moringa oleifera riesce ad intervenire in maniera profonda garantendo la risoluzione dei problemi nella maggior parte dei casi, così come numerosi studi clinici riportano.

Abuso di alcool o di altre sostanze

Nelle fasi iniziali, il tumore alla prostata è spesso asintomatico; ciò significa che il paziente non avverte alcun sintomo, rimanendo ignaro della condizione. Negli ultimi anni, grazie alla crescente presa di coscienza dei pericoli della malattia, la maggior parte dei tumori prostatici viene diagnosticata proprio in queste fasi iniziali. Una visita urologica accompagnata al controllo del PSA (antigene prostatico specifico), mediante analisi del sangue, permette di identificare i soggetti a rischio nei quali effettuare ulteriori accertamenti.

Il tumore alla prostata può causare complicazioni sia nelle immediate vicinanze, sia nel resto del corpo. Questeincludono:

Nella prostata sono presenti diversi tipi di cellule, ciascuna delle quali può subire una trasformazione neoplastica. Tuttavia, i tumori diagnosticati derivano per la maggior parte dall’interno della ghiandola e sono classificati come adenocarcinomi (o carcinomi ghiandolari).
Un adenocarcinoma origina quando le normali cellule, costituenti una delle ghiandole secretorie, diventano cancerose. Durante le fasi iniziali, le lesioni restano confinate. Nel corso del tempo, le cellule neoplastiche iniziano a moltiplicare e a diffondere nel tessuto circostante (stroma), formando una massa tumorale. Questa determina un rigonfiamento della superficie della prostata, riscontrabile durante la palpazione della ghiandola attraverso la parete rettale. Nelle fasi più avanzate, il tumore può aumentare le proprie dimensioni e invadere gli organi limitrofi, come le vescicole seminali o il retto. Le cellule neoplastiche possono sviluppare la capacità di migrare dalla sede di origine ad un’altra parte del corpo, attraverso il flusso sanguigno e il sistema linfatico. Queste possono proliferare e costituire tumori secondari. Il tumore alla prostata metastatizza più frequentemente alle ossa, ai linfonodi e può invadere il retto, la vescica e gli ureteri, mediante meccanismo di diffusione locale.

Il cancro alla prostata è il tumore maschile più frequente; basti pensare che in Italia, ogni anno, ne vengono diagnosticati circa 42.800 casi.

In condizioni normali, la prostata possiede approssimativamente le dimensioni di una noce, ma a causa dell’avanzare dell’età, o di alcune patologie, può ingrossarsi e determinare l’insorgenza di disturbi, soprattutto di tipo urinario.

  • Neoplasia prostatica intraepiteliale (PIN): al microscopio, le cellule della ghiandola prostatica sono caratterizzate da piccole alterazioni nella forma e nelle dimensioni, che le rendono anomale. Molti uomini possono presentare una displasia lieve (PIN1, basso grado) anche in giovane età, ma non necessariamente svilupperanno un tumore alla prostata. Una neoplasia prostatica intraepiteliale di alto grado, invece, correla ad un rischio significativamente maggiore. Per questo motivo, i medici devono monitorare attentamente ogni paziente in cui è riscontrata ed, eventualmente, effettuare un’altra biopsia della prostata.
  • Atrofia infiammatoria proliferativa (PIA): le cellule della prostata sembrano più piccole del normale e non ci sono segni di infiammazione nella zona. I ricercatori ritengono che la lesione possa evolvere a PIN di alto grado o direttamente a tumore.
  • Proliferazione microacinare atipica (ASAP): in questo caso, l’esito della biopsia è incerto, cioè il significato prognostico non è correlato ad una specifica natura di benignità o malignità; per questo motivo, al paziente è consigliata la ripetizione della biopsia dopo tre mesi.
  • Età avanzata. Il tumore della prostata è molto raro negli uomini di età inferiore ai 40 anni, ma la possibilità di sviluppare la malattia aumenta rapidamente dopo i 50. Circa 6 su 10 casi si riscontrano in pazienti di età superiore ai 65 anni.
  • Razza/etnia. Il tumore alla prostata è più comune in alcuni gruppi etnici e razziali rispetto ad altri, ma le ragioni di queste differenze non sono chiare. In particolare, gli uomini afro-americani presentano un rischio più alto di sviluppare la malattia e una probabilità superiore che questa sia una forma aggressiva.
  • Predisposizione familiare per il cancro alla prostata o al seno. Gli uomini che hanno un parente consanguineo (padre o fratello) affetto da tumore alla prostata, presentano un rischio di ammalarsi 2-3 volte maggiore rispetto a soggetti senza familiarità; tale rischio aumenta ulteriormente se in famiglia c’è più di un parente affetto e se la malattia è stata diagnosticata prima dei 65 anni. Inoltre, il rischio sembra essere leggermente più alto per gli uomini provenienti da famiglie con un’anamnesi positiva per il cancro al seno. In particolare, la probabilità di sviluppare un tumore alla prostata è maggiore in presenza della mutazione di alcuni geni, come BRCA1 e BRCA2, coinvolti anche nell’insorgenza di tumori di seno e ovaio.
  • Stile di vita. L’obesità e la mancanza di esercizio fisico possono favorire lo sviluppo e la crescita del tumore della prostata. Il rischio è maggiore per gli uomini che consumano alimenti ricchi di grassi saturi, in una dieta povera di frutta e verdure. La maggior parte degli studi non ha riscontrato un legame evidente tra il fumo e il cancro alla prostata.
  • Infiammazione della prostata. Alcuni studi hanno suggerito che la prostatite potrebbe essere collegata ad un aumentato rischio di tumore alla prostata, mentre altre ricerche non hanno riscontrato tale evidenza. Il legame tra le condizioni non è ancora chiaro, ma è oggetto di approfondimento.

La buona notizia è che molti tumori si rivelano poco aggressivi, rimangono confinati alla prostata e presentano un decorso piuttosto lento; ciò significa che i pazienti possono convivere col tumore per anni senza sottoporsi a specifici trattamenti e senza subire conseguenze negative per la loro salute. Inoltre, quando necessarie, le opzioni terapeutiche sono molteplici e piuttosto efficaci. Purtroppo, accanto alle forme a crescita molto lenta, esistono anche carcinomi prostatici più aggressivi, con tendenza a metastatizzare. Questi tipi di cancro crescono rapidamente e possono diffondere ad altre parti del corpo (attraverso il sangue o il sistema linfatico), dove le cellule tumorali possono formare tumori secondari (metastasi). In simili circostanze le probabilità di curare la malattia sono molto basse.

  • Carcinoma a piccole cellule (origina da cellule neuroendocrine);
  • Adenocarcinoma duttale (origina dalle cellule dei dotti prostatici);
  • Carcinoma mucinoso (caratterizzato dalla produzione di muco);
  • Carcinoma adenosquamoso o squamoso;
  • Neoplasie mesenchimali (come sarcomi o liposarcomi);
  • Linfoma primario della prostata.

I disturbi dell’erezione maschile coinvolgono circa il 20% dei soggetti giovani e circa il 30% di soggetti non più giovani. Detti disturbi vanno curati in tempo dallo specialista onde evitare il loro aggravamento e la loro irreversibilità .
Spesso trattasi di disturbi soltanto funzionali non legati ad alcuna patologia anatomica o malattia organica che molto spesso reiterandosi nel tempo si somatizzano e diventano ben piГ№ gravi e dei disturbi organici.

Catania
Via Milano – 95127
Sede Sicilia
“Leonardo da Vinci”

Roma
Corso d’Italia – 00198
Sede Lazio
“Lancisi e Virchow”

Il termine andrologia deriva dal greco ove il nome “aner – andros” vuol dire maschio – uomo. Oggi l’andrologia ГЁ quella branca dell’endocrinologia medica che si occupa delle disfunzioni ormonali maschili e l’andrologo corrisponde a quello che il ginecologo rappresenta per il sesso femminile o per le donne. Questa branca della medicina ГЁ importantissima perchГ© accompagna tutta la nostra vita dalla nascita alla differenziazione del sesso alla pubertГ ed all’andropausa che comincia con le carenze ormonali dando origine al declino sessuale del soggetto e talvolta alla vecchiaia precoce.

Altre cause di sterilitГ e infertilitГ sono legate ai ipoplasia testicolare (riduzione notevole della massa del tessuto testicolare), a ipotrofia dei testicoli (riduzione del volume testicolare acquisito), a criptorchidismo (testicoli ritenuti e non discesi nel sacco scrotale) e molte malformazioni e forme tumorali del testicolo o dell’epididimo, cioГЁ il sacchetto che raccoglie lo sperma e che si contrae e si svuota al momento dell’eiaculazione.
Per epididimite si intende un processo infiammatorio appunto dell’epididimo anch’esso causa frequente di sterilitГ .

Tel:02.6694117
Tel 2:02.66712965
Segr.:02.66712965
mobile:366.1664251

Tel:090.2937562
Tel 2:090.2935605
Segr.:06.4743281
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Quindi ГЁ accertato che la carenza di testosterone oltre a determinare spesso impotenza sessuale determina uno stato depressivo del soggetto che difficilmente regredisce con le cure farmacologiche o psicologiche. Anche il comportamento di ciascun soggetto, d’altronde scaturisce dalla costellazione ormonica ed endocrina del soggetto.

Tel:010.5958915
Tel 2:02.66712965
Segr.:06.4819582
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