Ortica in Erboristeria: Proprietà dell Ortica

In seguito all’utilizzo di ortica e di sue preparazioni, potrebbero manifestarsi effetti indesiderati di tipo gastrointestinale quali diarrea, nausea e dolore gastrico e reazioni allergiche a carico della cute.

Come accennato, grazie all’attività esercitata dai lignani e dalle lectine presenti all’interno delle radici di ortica, l’uso di questa pianta può costituire un ottimo rimedio coadiuvante nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna.
A tale scopo, l’ortica deve essere utilizzata internamente. Generalmente, per trattare questo disturbo, si consiglia l’assunzione di circa 4-6 grammi di droga al giorno.

Evitare l’assunzione di ortica in caso d’ipersensibilità accertata verso uno o più componenti. L’utilizzo dell’ortica è controindicato anche in individui che presentano ritenzione di liquidi causata da una compromessa funzionalità renale e/o cardiaca.
Infine, l’utilizzo dell’ortica – e delle sue radici in particolare – è controindicato anche in gravidanza, durante l’allattamento e in bambini con meno di 12 anni di età.

Gli estratti delle foglie di ortica sono usati a scopo diuretico e antiinfiammatorio, e diversi trial clinici ne confermano tali attività; per quanto riguarda l’azione diuretica, sono indicati come ausilio fitoterapico nelle condizioni di ritenzione idrica e renella, mentre a scopo antiinfiammatorio sono utili nelle sindromi dolorose dei tessuti periarticolari, muscolotendinei ed osteoarticolari.

Droga costituita da foglie e radici. Nella medicina popolare i preparati a base di radice di ortica erano utilizzati come diuretici, astringenti e per gargarismi.

Le proprietà diuretiche e antinfiammatorie dell’ortica sono note già da tempo alla medicina popolare, che sfrutta le foglie di questa pianta proprio per favorire la diuresi e per il trattamento di reumatismi, artriti, dolori muscolari e dolori articolari. Inoltre, la medicina tradizionale utilizza le foglie di ortica all’interno di preparazioni per uso esterno per contrastare forfora e capelli grassi.
Le radici di ortica, invece, trovano impiego come rimedio interno in caso di reumatismi, edemi, gotta e prostatiti.
L’ortica è sfruttata anche in ambito omeopatico, dove la si può facilmente reperire sotto forma di granuli, tintura madre, gocce orali e macerato glicerico. Questa pianta è impiegata in medicina omeopatica in caso di reumatismi, gotta, ustioni, orticaria (in particolare quella causata dal contatto con piante urticanti) e prurito della cute e del cuoio capelluto.
La quantità di rimedio omeopatico da assumere può essere diversa fra un individuo e l’altro, anche in funzione del tipo di disturbo che si deve trattare e della tipologia di preparazione e di diluizione omeopatica che si vuole impiegare.

Grazie alle proprietà antinfiammatorie e revulsive – di cui l’ortica e, in particolare, le sue foglie sono dotate – questa pianta può essere impiegata esternamente in caso di dolori reumatici.
Per il trattamento dei suddetti disturbi, l’ortica può essere utilizzata sotto forma di tintura (1:10) per uso esterno, da applicarsi in corrispondenza della zona interessata.

L’ortica e le sue preparazioni possono instaurare interazioni farmacologiche con:

N.B.: le applicazioni dell’ortica per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

I meccanismi d’azione proposti per spiegare gli effetti positivi nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna sono diversi. In vitro, un estratto metanolico di radice di ortica ha inibito il legame delle SHBG (proteine che trasportano gli ormoni sessuali) ai recettori solubilizzati di tessuto prostatico. Tale azione, ascritta ai lignani presenti nella droga, sarebbe di particolare beneficio per limitare la crescita del tessuto prostatico indotta dagli androgeni ed in particolare dal diidrotestosterone. In un altro studio in vitro un estratto etanolico di radice di ortica ha inibito l’attività dell’aromatasi prostatica; tale effetto, aumentato dall’aggiunta di un estratto di Serenoa repens, diminuisce la conversione del testosterone in estrogeni, riequilibrando il rapporto androgeni/estrogeni (per l’instaurarsi dell’ipertrofia prostatica benigna occorre la presenza degli androgeni, anche se non sono necessariamente la causa diretta della patologia). La frazione polisaccaridica ha mostrato attività di tipo antinfiammatorio ed immunomodulante, con inibizione delle lipossigenasi e della ciclossigenasi (coinvolte nella produzione di citochine infiammatorie). L’estratto metanolico ha invece inibito la proliferazione cellulare in colture di tessuto prostatico prelevato da pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna. Una frazione lectinica di Urtica dioica agglutinina ha inibito il legame del fattore di crescita epidermica (EGF) ai recettori EGF in una coltura di cellule di tessuto prostatico umano.

Un estratto di ortica (Bazoton ® -uno) somministrato per 12 mesi, alle dosi di 459 mg/die, a pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna ha garantito il miglioramento dei sintomi associati (diminuzione dell’IPSS* di 5.7 punti, contro i 4.7 punti del gruppo trattato con placebo). La qualità della vita ed i parametri dell’uroflussometria (Qmax, volume residuo dopo la minzione) sono risultati uguali con l’estratto di ortica e con il placebo (1) .

Le foglie di ortica (Urtica dioica L. e/o Urtica urens L.) sono utilizzate nella medicina popolare per le loro proprietà depurative, antinfiammatorie e rimineralizzanti. Nella fitoterapia moderna, invece, la radice ricopre un ruolo di primo piano nel trattamento sintomatologico dell’ipertrofia prostatica benigna.

Si consiglia l’assunzione di 4-6 g di droga vegetale, corrispondenti a 300-600 mg di estratto metanolico al 20%. La radice di ortica è indicata per trattamenti prolungati non inferiori a sei mesi, anche in associazione alla serenoa repens, ai semi di zucca e/o al pigeo africano.

(1) Schneider T, Rübben H. Extract of stinging nettle roots (Bazoton®-uno) in long-term treatment of benign prostatic syndrome (BPS). Results of a randomized, double-blind, placebocontrolled multicenter study after 12 month. Urologe[A] 2004;43: 302-6.

* IPSS è un test utilizzato a livello internazionale per classificare i numerosi e differenti sintomi che accompagnano un ingrossamento della prostata.

L’estratto metanolico di ortica è generalmente ben tollerato. Sono stati riferiti pochi casi di effetti collaterali come iperidrosi, episodi di reazioni allergiche cutanee e disturbi gastrointestinali di gravità trascurabile e transitori, quali nausea, diarrea e dolore gastrico.

(2) Sökeland J. Combined sabal and urtica extract compared with finasteride in men with benign prostatic hyperplasia: analysis of prostate volume and therapeutic outcome. BJU Int 2000; 86(4):439-442.

L’efficacia terapeutica dell’associazione di estratti di serenoa ed ortica (PRO 160/120) è stata comparata con quella della finasteride. Questo studio multicentrico, randomizzato in doppio cieco, ha coinvolto 543 pazienti con IPB in stadio precoce; dopo 24 settimane di trattamento i benefici ottenuti in termini di miglioramento dell’IPSS e del flusso massimo urinario non presentavano differenze statisticamente significative, mentre maggiore era l’incidenza di effetti avversi nel gruppo trattato con finasteride (2) .

Essendo indirizzato alla nutrizione delle giovani larve e alla sintesi della pappa reale da parte delle api nutrici, non può sorprendere che il polline d’api sia un alimento particolarmente nutriente.

Polline dì api: fa ingrassare?

Capelli sfibrati e pelli secche trovano rimedio in cosmetici (creme viso e corpo, maschere per capelli, fondotinta) a base di polline, talvolta associato anche ad altre erbe. Le propietà ricostituenti mostrate sono, ancora una volta da ricondursi ai preziosi elementi che compongono il polline. Quindi ancora la vitamina C funge da protagonista proteggendo la parete dei capillari, favorendo la circolazione sanguigna e la sintesi di collagene a livello cutaneo. Non meno importanti gli effetti protettivi, anti-invecchiamento che offrono la vitamina E, le vitamine B1, B2 e B3 insieme all’azione antiossidante dei flavonoidi.

A cento grammi di prodotto corrispondono 285 kcal (1195 KJ) fornite da:

La semplice ma efficace gerarchia delle api assegna un preciso compito ad ogni classe che la compone. Alle api bottinatrici viene affidato il compito di raccogliere e trasportare polline all’alveare che servirà alle api nutrici, ad alimentare le larve e a produrre la pappa reale, destinata poi all’alimentazione dell’ape regina.

Composizione e caratteristiche del polline variano in base al periodo di produzione, alle specie floreali.

Il polline d’api è utilizzato anche nei periodi di convalescenza per rinvigorire perchè nutre efficacemente e ha effetti benefici sull’umore. Proprio a tal preposito, infatti, si è visto che questo prodotto naturale, regolando i sistemi neuro endocrini, cura gli stati depressivi, l’insonnia e il nervosismo.

Pelle e capelli più belli grazie al polline.

Un dato da non sottovalutare è anche il contenuto in calorie: beneficiare di tutte le proprietà del polline è possibile anche senza esagerare. Infatti, un cucchiaio di polline d’api contiene circa 45 Kcal, quindi è bene porsi come limite ragionevole un massimo di 3 cucchiai al giorno, altrimenti. si, si rischia di ingrassare!

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