Prostatite cause psicologiche

Eventuali esami
Per confermare la diagnosi, esistono altri esami che rilevano squilibri ormonali, deficit del flusso sanguigno e che possono aiutare ad escluderei problemi di tipo psicologico.

Dispositivi di erezione a vuoto
Questi dispositivi, applicati sulla parte esterna del pene, consentono l’aumento di sangue al pene dopo la creazione del
vuoto e lo trattengono per mezzo di un anello di costrizione (elastico) posizionato intorno alla base del pene.

  • Informazioni generali
  • Cause psicologiche
  • Cause fisiche
  • Come si verifica un’erezione
  • Esame medico
  • Le cause fisiche sono curabili
  • L’impianto chirurgico
  • Auto esame

La chirurgia o i traumi pelvici, compresa la chirurgia per rimuovere il cancro della prostata, della vescica, del colon o del retto, possono causare l’impotenza. Tali interventi hanno come obiettivo principale quello di rimuovere il cancro. E’ possibile che i nervi e i vasi sanguigni che controllano l’erezione si trovino in prossimità del tessuto malato; per questo possono venire danneggiati quando
si tenta di rimuovere il cancro.

Diagnosticare la causa è il primo passo, prima ancora di raccomandare il trattamento. Il Suo urologo o andrologo avrà bisogno di un’anamnesi completa, di un esame fisico e analisi di laboratorio perdeterminare se le cause dell’impotenza sono di tipo fisico o psicologico.

Impianti chirurgici
Per un gran numero di uomini impotenti, gli impianti di protesi peniene possono rappresentare un trattamento a lungo termine, specialmente per coloro che hanno provato terapie psicologiche o mediche senza successo. Gli impianti hanno aiutato più di 250.000 uomini a riacquistare la loro attività sessuale e molte ricerche indicano un alto grado di soddisfazione nella maggior parte di essi condiviso dalle loro partner. Anche in Italia esistono strutture pubbliche (ospedali) e strutture private (case di cura) che effettuano da tempo questo tipo di interventi.
Le protesi sono completamente nascoste all’interno del corpo e richiedono una manipolazione prima del rapporto sessuale per ottenere l’erezione, e dopo per riportare il pene allo stato di flaccidità.
Si possono scegliere diversi tipi di protesi. Esse variano a seconda del modo di impiego, della naturalezza dell’erezione e del numero di componenti impiantati. Quando si sceglie una protesi peniena, occorre tenere presente una certa manualità necessaria per il funzionamento del dispositivo.
Prima di optare per una protesi peniena, è necessario consultare l’urologo al fine di valutare il risultato da un punto di vista fisico, psicologico, estetico e funzionale. E’ importante che Lei conosca anche i possibili rischi ed i vantaggi che l’intervento chirurgico può comportare.
In alcuni casi il medico può stabilire che un impianto chirurgico non è la scelta adatta a Lei a causa dei rischi associati all’intervento o all’anestesia clinica. In questo caso proporrà qualcosa che possa ottenere un simile risultato con un trattamento alternativo meno invasivo; Lei stesso potrà decidere di non essere sottoposto ad un impianto con un dispositivo in silicone, oppure di mantenere la capacità erettile residua.
Oltre ai colloqui con il medico, Le suggeriamo di parlare anche con la Sua partner circa i possibili trattamenti.

Iniezioni
E’ possibile ottenere un’erezione anche mediante l’iniezione di farmaci direttamente nel pene prima del rapporto sessuale. Se Lei, con il Suo medico, sceglie questa opzione, Le verrà insegnato come praticare le iniezioni.

Il medico controllerà anche che non ci siano anormalità fisiche, come la malattia di La Peyronie (erezione con pene curvo, dolorosa, causata dalla presenza di tessuto cicatriziale sul pene), né
lesioni o ci siano stati interventi chirurgici precedenti nella regione pelvica che possano aver danneggiato i nervi.

ESAME MEDICO

Tanti soggetti ogni giorno hanno problemi e difficoltà ad urinare – Molte persone hanno accusato almeno una volta nella vita una sensazione di fastidio o bruciore durante la minzione, con difficoltà ad urinare, un problema molto diffuso che riguarda le vie urinarie sia delle donne che degli uomini, e può essere causato da diversi fattori, di lieve o grave entità.

Nella donna invece il problema più frequente riguarda lo sviluppo di cistiti batteriche, a causa del ridotto sviluppo dell’uretra rispetto a quella maschile, oltre che cistiti dovute alla proliferazione di miceti, come nel caso della candida. Infatti è consigliabile per le donne seguire una serie di semplici accorgimenti, tra cui quello di lavarsi accuratamente dalla vagina verso l’ano, e mai al contrario, per evitare che possano verificarsi contaminazioni da parte di batteri fecali. Inoltre sarebbe opportuno, soprattutto nei periodi estivi o per chi frequenta spesso le piscine, evitare il permanere di condizioni di umidità, cambiando subito il costume bagnato con uno asciutto, per evitare proliferazioni fungine. Nella donna inoltre è frequente la comparsa di disturbi alle vie urinarie dopo i rapporti sessuali, le cosiddette “cistiti da luna di miele”, che possono essere legate a vari fattori, tra cui:

In alcuni casi potrebbe essere necessaria l’assunzione di farmaci, su prescrizione del medico:

Il bruciore avvertito durante la minzione viene inserito nella definizione di disuria. Può essere dovuto a:

Nell’uomo i disturbi della minzione sono causati per la maggior parte dei casi da problemi a livello della prostata, soprattutto con l’avanzare dell’età, o in soggetti che passano molto tempo seduti. Può comunque verificarsi la formazione di calcoli alle vie urinarie, o di cistiti di natura batterica.

Spesso nei pazienti che hanno subito un intervento chirurgico possono presentarsi disturbi alle vie urinarie, soprattutto per quanto riguarda quelli di natura infettiva. Si parla di infezioni nosocomiali o ospedaliere, e sono legate soprattutto all’applicazione di cateteri nei pazienti costretti a letto nel periodo successivo all’intervento. Può verificarsi anche qualora non ci siano opportune condizioni di assoluta sterilità del campo operatorio, ad esempio durante il parto, causando così la contaminazione delle vie urinarie.

Spesso alcuni di questi sintomi possono anche non essere il segnale di un problema più grave. Ad esempio si può avvertire fastidio o bruciore durante la minzione quando si assumono pochi liquidi durante la giornata, o in caso di disidratazione, fattori che comportano la produzione di urine concentrate e dalla colorazione intensa. In questo caso sarà sufficiente bere un idoneo quantitativo di liquidi per ripristinare le condizioni fisiologiche.

I pazienti per cui sia necessario l’inserimento di cateteri urinari sono molto soggetti alle infezioni delle vie urinarie. Questo è dovuto al fatto che i batteri presenti sulla cute possono facilmente aderire al catetere, e colonizzare l’uretra o la vescica. Per questo sarebbe opportuno limitare quanto più possibile il periodo di cateterizzazione e assicurarsi di mettere rigorosamente le norme igieniche previste per la sua manutenzione.

In alcuni casi possono esserci disturbi durante la minzione, senza che però vi sia una sensazione dolorosa. Si tratta di situazioni in cui ci possa essere poliuria, o altri dei sintomi sopraelencati, ma non associati a stranguria o dolore lombare o pelvico. Tra queste ci possono essere ad esempio infezioni batteriche di natura asintomatica, oppure di situazioni di stress, che prevedono minzioni frequenti, senza altri sintomi che possano far pensare alla presenza di problematiche ulteriori.

I sintomi delle cistite, infiammazione della vescica, cambiano sia in funzione della causa scatenante sia quando si passa da uomo a donna.

Minzione dolorosa. Bruciori e dolore durante o subito dopo l’escrezione delle urine. Il dolore è causato dalla proliferazione nella zona infiammata di fibre nervose nocicettive che rendono la vescica estremamente sensibile.

Il quadro clinico della malattia, ossia l’insieme dei sintomi lamentati dal paziente e dei segni che il medico riscontra all’esame obiettivo, nonostante vari con l’eziologia, presenta dei tratti unificanti comuni a tutte le tipologie.

Tracce di sangue e pus nelle urine rilevati nell’esame microscopico (ematuria).

Emissione di urine torbide e talvolta maleodoranti con colore insolitamente carico dovute alla presenza di globuli bianchi che l’organismo produce in reazione all’infezione

Nella maggioranza dei casi la cistite negli anziani è asintomatica o comunque accompagnata da una sintomatologia lieve ed aspecifica che facilmente si confonde con i sintomi di altri acciacchi tipici dell’età avanzata.

La cistite, infatti, è comunissima nelle donne ed alquanto rara negli uomini a causa delle differenze anatomiche dell’apparato urogenitale tra maschi e femmine. Esse si traducono in un differente apparato escretore esterno ed in una uretra di differente lunghezza: circa 4 centimetri nelle donne e 18/20 centimetri egli uomini.

Dolore addominale o al fianco che viene evocato da palpazione.

Impellenza dello stimolo accompagnata dalla sensazione dell’impossibilità di trattenere la minzione causata dalla perdita di elasticità della vescica.

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