Prostatite sintomi

I sintomi della prostatite batterica cronica possono manifestarsi episodicamente, vale a dire che si alternano periodi durante i quali i sintomi si acuiscono e periodi durante i quali i sintomi non vengono neppure avvertiti.

La prostatite è una condizione di infiammazione che riguarda la prostata e, in alcuni casi, l’area circostante questa ghiandola; esistono diverse forme di prostatite, ognuna delle quali si manifesta con sintomi leggermente diversi, soprattutto per quanto riguarda l’entità dei sintomi stessi, infatti alcune forme di prostatite comportano una forte sensazione di dolore, mentre altre forme di prostatite si presentano con sintomi piuttosto lievi e così via.

La prostatite cronica non batterica è una forma di prostatite, le cui cause non sono ancora state individuate con certezza, tuttavia si ritiene che questo disturbo possa derivare da una infiammazione o infezione persistente. La prostatite cronica non batterica non necessariamente si manifesta con sintomi specifici; in ogni modo, i sintomi più comuni associati a questo disturbo sono la difficoltà nell’urinare ed il dolore avvertito durante la minzione, in particolar modo nella zona pelvica.

In secondo luogo, il medico può richiedere alcuni test diagnostici che permettono di confermare la diagnosi di prostatite, tuttavia non sempre questi esami vengono richiesti; per confermare la diagnosi, inoltre, il medico può fare riferimento ad un urologo, ovvero ad uno specialista nelle malattie del tratto urinario e dell’apparato genitale maschile.

I sintomi della prostatite batterica acuta si manifestano improvvisamente ed in forma piuttosto acuta; i sintomi più frequenti di questo disturbo sono la sensazione di bruciore durante la minzione, la difficoltà nell’atto di urinare e, in alcuni casi, la febbre ed i brividi.

I principali sintomi della prostatite cronica non batterica sono la difficoltà nell’urinare, il dolore avvertito durante la minzione e, più in generale, in corrispondenza dell’area pelvica; in alcuni casi, i sintomi della prostatite cronica non batterica non riescono ad essere distinti dai sintomi della prostatite cronica di origine batterica.

Esistono diversi tipi di prostatite, tra i quali alcuni sono più diffusi mentre altri sono decisamente meno frequenti; la durata e la gravità dei sintomi permettono, in genere, di distingue le varie forme di prostatite.

I sintomi associati alla prostatite dipendono dalla forma di prostatite che è stata sviluppata, tuttavia alcune forme di prostatite sono asintomatiche, mentre altre forme di prostatite si manifestano con sintomi analoghi ai sintomi di diverse infezioni delle vie urinarie; proprio per questa ragione, è estremamente importante rivolgersi ad un medico per avere una diagnosi certa della prostatite, in quanto, basandosi solamente sui sintomi, si potrebbe confondere la prostatite con un altro disturbo e viceversa, mentre un professionista è in grado di effettuare una diagnosi certa e di prescrivere il relativo trattamento.

La forma meno comune di prostatite è la prostatite batterica acuta, un disturbo che può colpire le persone di tutte le età; questo tipo di prostatite è, molto probabilmente, il più facile da diagnosticare, in quanto si manifesta con sintomi e segni ben riconoscibili.

  • Antinfiammatori, specie se gli esami diagnostici confermano la presenza della cosiddetta sindrome dolorosa pelvica cronica infiammatoria;
  • Antidolorifici;
  • Alfa-bloccanti;
  • Lassativi. Alcuni pazienti sembrano trarre dei benefici dall’impiego di tali farmaci.

L’infiammazione della prostata è un problema esclusivamente maschile e piuttosto diffuso, tanto che, statistiche alla mano, colpisce l’8,2% degli uomini in almeno un’occasione nel corso della vita.
Si ricorda che la prostata è l’organo a forma di castagna, situato sotto la vescica, che contribuisce in maniera determinante alla costituzione dello sperma.
L’infiammazione della prostata, meglio nota in ambito medico con il termine di prostatite, può dipendere da cause infettive (per la precisione batteriche) o non infettive.
Il quadro sintomatologico dell’infiammazione della prostata è tipico e consiste, generalmente, in: dolore all’area pelvica, dolore allo scroto, dolore alla bassa schiena, disturbi urinari (disuria, stranguria, bisogno impellente di urinare ecc.), eiaculazione dolorosa, defecazione dolorosa ecc.
Per una diagnosi accurata di infiammazione della prostata, è indispensabile svolgere numerosi esami e indagini sul paziente; lo scopo di un iter diagnostico molto articolato è, principalmente, capire le cause dello stato infiammatorio.
Il trattamento varia a seconda del fattore scatenante: le infiammazioni della prostata a origine infettiva richiedono una terapia antibiotica, mentre le infiammazioni della prostata a origine non infettiva necessitano di altre forme di trattamento, non sempre specifiche e dagli alterni risultati.

Per diagnosticare le infiammazioni della prostata acute, di origine batterica, sono fondamentali: l’esame obiettivo, l’anamnesi, l’esplorazione rettale digitale e una serie di test di laboratorio su campioni di urina, sangue e sperma.
A causa di una diagnosi tardiva, o se i trattamenti sono inadeguati, la prostatite di tipo I può essere responsabile di diverse complicanze, tra cui: batteriemia, incapacità di urinare, formazione di un ascesso prostatico, diffusione agli organi vicini dell’infezione e cronicizzazione dello stato infiammatorio (prostatite cronica di origine batterica).

Durante il trattamento di un’infiammazione della prostata di origine batterica, i medici consigliano caldamente di:

Il trattamento dell’infiammazione della prostata dipende dalle cause scatenanti (è batterica? Non è batterica?) e dalle caratteristiche del processo infiammatorio (è acuto? È cronico? È asintomatico?).
In linea di principio, la terapia delle infiammazioni prostatiche con origine batterica prevede:

Se il trattamento delle prostatiti batteriche è ben chiaro e definito, il trattamento delle forme croniche non-batteriche non lo è affatto e, in alcune circostanze, solleva diversi discussioni. Attualmente, i medici propendono per una terapia che includa:

A definire tale classificazione fu un’agenzia sanitaria statunitense, nota come Istituto Nazionale del Diabete e delle Malattie Digestive e Renali o NIDDK, esattamente nel 1999; in realtà, NIDDK rielaborò una classificazione delle prostatiti risalente al 1968, la quale chiamava prostatodinia l’infiammazione prostatica cronica non-batterica ed escludeva l’infiammazione asintomatica della prostata (perché se ne ignorava l’esistenza).

La classificazione più recente delle prostatiti distingue la prostatite di tipo III in due sottotipi: la sindrome dolorosa pelvica cronica infiammatoria (o sottotipo IIIA) e la sindrome dolorosa pelvica cronica non infiammatoria (o sottotipo IIIB).
Tale distinzione deriva dalla curiosa osservazione di forme di prostatiti croniche non batteriche, caratterizzate da ingenti quantità di globuli bianchi nel sangue, nelle urine e nello sperma (segno inequivocabile di una severa infiammazione), e di altre forme di prostatiti croniche non-batteriche, contraddistinte da esigue quantità di globuli bianchi nei medesimi liquidi organici.

L’infiammazione della prostata acuta, di origine batterica, è una forma di prostatite provocata da batteri, i cui sintomi compaiono in modo brusco e improvviso.
Nota anche come prostatite di tipo I, questa infiammazione della prostata può essere la conseguenza di:

  1. Dolenzia Testicolare bilaterale o monolaterale;
  2. Senso di fastidio e di pesantezza nella zona del Perineo (area che va dai Testicoli all’ano);
  3. Dolore inguinale bilaterale, come sensazione di slip stretti;
  4. Sensazione di pesantezza nell’Ano, desiderio di defecare, ma senza evacuazione.
  5. Dolore acuto e bruciore sulla punta del Pene, durante e dopo l’eiaculazione.
  6. Dolenzia sovrapubica, a livello della Vescica, con sensazione costante di svuotamento Urinario incompleto.

  1. Sintomi Dolorosi;
  2. Sintomi della Sfera Sessuale;
  3. Sintomi urinari;
  4. Sintomi della Sfera Riproduttiva.

I sintomi urinari che verranno menzionati qui di seguito, si possono verificare, sia nel Paziente affetto, da Ipertrofia Prostatica Benigna, che da Prostatite, per iperattivita’ del muscolo detrusoriale. Cio’ che li differenzia e che ci indirizza per porre diagnosi differenziale e’ il tempo di insorgenza, tardiva per l’Ipertrofia Prostatica, veloce per la Prostatite. Inoltre mentre per l’Ipertrofia Prostatica, rappresenta una patologia di origine ostruttiva, per la Prostatite, invece, trattasi di origine flogistica / infettiva.

I sintomi della prostatite sono numerosi ed eterogenei. Essi possono variare molto a seconda della gravità, dello stadio della malattia e della fisiologia specifica di ogni individuo. Per questo motivo per il paziente non è sempre facile associare i sintomi alla patologia prostatite. Vediamo nel dettaglio la sintomatologia.

Sono quelli che il Paziente avverte con più facilità e sono inconfondibili per porre diagnosi di Prostatite. Questi si fanno più evidenti al cambiare delle stagioni e sono:

Una situazione di origine ostruttiva, comunque si puo’ trovare anche nei Pazienti Giovani, in quanto possono mostrare, su base flogistica o congenita, una rigidita’ del collo vescicale, detta Sclerosi del Collo Vescicale.

  1. Calo del desiderio sessuale ;
  2. Leggero calo dell’erezione;
  3. Presenza di emospermia, tracce di sangue nello sperma (presenza di calcoli nei dotti eiaculatori, visibili attraverso esecuzione di Ecografia Vescico-Prostatica TransRettale);
  4. Eiaculazione Precoce (solitamente causata dalla presenza di microcalcificazioni a livello del Veru Montanu, ed in zona Para-Uretrale, visibili e diagnosticabili, attraverso l’esecuzione dell’Ecografia-Vescico-Prostatica Trans Rettale).

Perché comprendiate il tutto al meglio, può essere utile consultare anche i cenni di Anatomia e Fisiologia della Ghiandola Prostatica.

I sintomi che verranno elencati di seguito, di solito si evidenziano nei Pazienti affetti da Prostatite Cronica, che da molti anni sono affetti da questa patologia, che presentano ripetute recidive. Inoltre presentano, visto il perdurare della malattia, problematiche psicologiche importanti quali, l’ansia prestazionale.

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