Prostatite: sintomi, cause, cure e rischi della prostata infiammata

Ascesso prostatico. L’infiammazione può dar luogo alla formazione di un ascesso che può essere singolo o multiplo.

I farmaci che comunemente vengono prescritti sono:

Minzione che tarda a partire e che può arrestarsi per poi riprendere dopo qualche secondo. Il flusso delle urine e debole ed intermittente.

Infezione di microrganismi che non sono batteri, i più comuni sono: Clamidia e Mycoplasma.

Prostatite asintomatica. La mancanza di sintomi fa sì che la malattia venga scoperta in maniera casuale effettuando altri test. Fortunatamente non è foriera di alcuna conseguenza e pertanto nonostante l’ipertrofia della ghiandola non richiede alcun trattamento.

testicoli e funge da serbatoio per lo sperma.

Stile di vita. Uno stile di vita più consono può contribuire ad alleviare la sintomatologia. In particolare gli aspetti a cui prestare attenzione sono:

Alfa bloccanti. Sono utilizzati per tenere sotto controllo e lenire i sintomi urinari. Essi infatti hanno la proprietà di rilassare i muscoli prostatici e del collo della vescica favorendo un miglior deflusso delle urine.

Bagni caldi. Servono a rilassare la muscolatura e ad alleviare la sintomatologia dolorosa.

Ceporex
Questo farmaco appartiene al gruppo degli antibiotici noti come cefalosporine. Per essere più specifici, spesso si cura la prostatite dovuta all’Escherichia Coli con il Ceporex.

  1. Cibi piccanti,
  2. Caffè,
  3. Peperoncino,
  4. Bevande alcoliche,
  5. Tè.

Si effettua l’esame colturale su questi campioni e i risultati possono essere:

Secondo le ricerche, circa il 90% dei casi di prostatite è dovuto a fattori sconosciuti.
Questo tipo specifico di prostatite è spesso confuso con la cistite interstiziale (infiammazione cronica della vescica).
La prostatite si può verificare insieme a::

I batteri nell’intestino crasso (colon), nella vescica urinaria e in altre parti del tratto urinario possono arrivare alla ghiandola prostatica e causare una prostatite.
Anche le malattie a trasmissione sessuale (come gonorrea e clamidia) possono provocare la prostatite.
Questo tipo riguarda quasi il 5-10% dei casi totali di prostatite.
Questa prostatite non curata può causare conseguenze gravi e non passa da sola.
La prostatite acuta può essere anche virale o micotica (da fungo) – (Fonte), generalmente in pazienti immunodepressi.

Il medico può prescrivere anche degli antinfiammatori non steroidei per il forte dolore.

Quali cibi evitare
La prostata e tutti gli organi del corpo funzionano male nelle persone obese che mangiano molti:

Saw Palmetto
Il saw palmetto è un rimedio naturale che serve per:

I ricercatori indicano che non ha interazioni farmacologiche note e non causa effetti collaterali avversi.
Puoi trovare le capsule di saw palmetto nella maggior parte delle erboristerie.
L’attività fisica nel tempo libero può ridurre il rischio di prostatite cronica negli uomini di mezza età e negli anziani.

Dal momento che i batteri sono responsabili delle infezioni prostatiche, la terapia d’elezione risulta essere quella antibiotica: i farmaci antibiotici esercitano la loro attività terapeutica eccellentemente, specie nelle forme acute. Discorso differente va affrontato per le varianti croniche: le infezioni prostatiche che durano da più tempo sono più complesse da allontanare, dato che i batteri risultano più resistenti agli antibiotici. La terapia antibiotica va protratta, normalmente, per 14-21 giorni per le forme acute e per 3-5 mesi per le varianti croniche; i farmaci antibiotici appartenenti alla classe di chinoloni e cefalosporine sono sicuramente i più indicati per eradicare le infezioni alla prostata.

  1. 2-10% degli uomini: questa fetta di popolazione sembra lamentare tutti i sintomi riferibili (almeno presumibilmente) ad un’infezione prostatica cronica
  2. 15% degli uomini: sono affetti da infezioni prostatiche a sintomatologia lieve (livello 1)
  3. Il 25% dei pazienti che soffrono di disturbi genito-urinari è affetto anche da infiammazioni prostatiche: di queste, solo il 5-10% dipende da insulti batterici

Le infezioni alla prostata risultano più comuni in alcuni uomini piuttosto che in altri: gli immunocompromessi ed i soggetti con disordini a carico del sistema nervoso sembrano essere più a rischio. Tra gli altri fattori predisponenti, ricordiamo: AIDS, catetere urinario, disidratazione, età adulta/senile, ghiandola prostatica lievemente ingrossata (ipertrofia prostatica benigna), predisposizione genetica, storia regressa di infezioni prostatiche, stress e trauma pelvico.

I microorganismi patogeni maggiormente coinvolti nelle infezioni alla prostata sono:

In questi ultimi due casi, il termine “infezione” viene utilizzato impropriamente, dal momento che il dolore prostatico è indipendente da un attacco batterico o comunque patogeno; tuttavia, la maggior parte delle persone tende a parlare indistintamente di “infezione prostatica” per descrivere il dolore e il bruciore localizzati in situ.

L’infezione alla prostata è spesso espressione di irritazione e gonfiore che fa seguito ad un insulto batterico: i microorganismi patogeni, dopo aver risalito l’uretra, sono in grado di localizzarsi a livello prostatico, e qui proliferare. Il meccanismo di contaminazione ascendente appena descritto è la più immediata conseguenza di rapporti sessuali non protetti con partner a rischio: per questo motivo, si raccomanda di utilizzare sempre metodi contraccettivi barriera (es. preservativo) prima di consumare un rapporto con persone a rischio.
Tuttavia, la propagazione dei batteri può avvenire anche secondo un’altra modalità: i batteri patogeni localizzati a livello rettale, riproducendosi e diffondendosi per via diretta o linfatica, possono giungere alla prostata e determinare infiammazione ed infezione.
Da non dimenticare, inoltre, che le infezioni prostatiche possono costituire una complicanza delle infezioni uretrali o vescicali: in questi casi, i patogeni possono diffondersi per via ematica.

Tra i disturbi maschili più comuni e spiacevoli, le infezioni alla prostata ricoprono un ruolo di primo piano. Questi processi infettivi colpiscono la prostata, organo grosso quanto una noce deputato alla sintesi del liquido prostatico, perciò adibito alla funzione riproduttiva.

La diagnosi precoce costituisce la premessa ideale per minimizzare il rischio di complicanze: difatti, è importante rivolgersi al medico fin dai primissimi sintomi, senza esitare o temporeggiare. Il dottore, prima di visitare il paziente, s’informa su sintomi e stato generale di salute esaminando ciò che il paziente riferisce. Successivamente, l’esame fisico prevede la visita dei genitali, la palpazione dell’addome e l’indagine rettale digitale, indispensabile per stabilire le condizioni della prostata (infiammazione, consistenza ecc.). Per accertare l’infezione batterica, è utile il test di ricerca microbiologica nel sangue; anche il test dello sperma e delle urine rientra tra le analisi diagnostiche maggiormente frequenti in caso di presunta infezione alla prostata.
Tra gli altri esami medici, non va dimenticata la cistoscopia, per l’esame dell’uretra e della vescica; in caso d’infezione prostatica associata a marcate difficoltà urinarie, si raccomanda di sottoporsi al test urodinamico, per capire se le difficoltà ad urinare dipendono effettivamente dall’infezione oppure no.

È possibile prevenire le infezioni alla prostata? Le infezioni alla prostata possono essere prevenute attraverso la messa in pratica di semplici accorgimenti: anzitutto, specie per i maschi non più giovanissimi, si raccomanda di seguire un’alimentazione regolare e bilanciata, priva di eccessi. Gli eccessi, tuttavia, proprio come le rinunce, dovrebbero essere evitati anche per quanto riguarda la sfera sessuale, dal momento che la prostata controlla anche la funzione riproduttiva.
Persino la stitichezza potrebbe costituire, seppur indirettamente, un fattore di rischio per le infezioni prostatiche, a causa dei batteri che rimangono a lungo tempo “intrappolati” nell’organismo: ecco, dunque, che seguire una dieta bilanciata, ricca di fibre ed, eventualmente, l’integrazione con prodotti lassativi specifici (da assumere solo quando necessario) risulta utile per evitare episodi prolungati di stitichezza.
Anche l’esercizio fisico, per quanto importante nella vita di tutti, dev’essere esercitato con particolare cautela dai pazienti più esposti al rischio d’infezioni alla prostata; questi soggetti dovrebbero evitare tutte quelle azioni sportive che sollecitano la prostata (es. ciclismo, equitazione, moto, ecc.).

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