Ritenzione urinaria, sintomi, cause, cure e rimedi

Sono molti i fattori di rischio che possono determinare l’insorgenza della patologia. Alcuni casi di ritenzione urinaria, infatti, possono essere collegati alla gravidanza e parto, alla chirurgia vescicale o alla presenza di calcoli renali o vescicali. Anche il cancro alla prostata o alla vescica e patologie a carico dei nervi possono rapprensetare un fattore di rischio, come l’uso di certi farmaci.

Non si deve confondere al ritenzione urinaria con la ritenzione idrica . Certamente, stiamo sempre parlando dell’ apparato idrico del corpo, anche se nel primo caso si ha un intenso stimolo a urinare ma si è impossbilitati a svuotare realmente la vescica per varie ragioni (infettive, infiammatorie, farmacologiche, neurologiche); nel secondo caso siamo davanti a un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali che può causare un gonfiore (edema) di varia natura.

  • Ritenzione ostruttiva: è il caso di un ingrossamento prostatico, un restringimento dell’uretra, la presenza di calcoli che occludono parzialmente l’uretra.
  • Ritenzione non ostruttiva: tale patologia può insorgere in seguito a svariate cause: l’iperreflessia detrusoriale con perdita della normale coordinazione tra detrusore e apparato sfinterico può sfociare in ritenzione urinaria dovuta a dissinergia vescico-sfinterica; la disfunzione a livello della conduzione degli stimoli nervosi dalla vescica al cervello; o incapacità di distendere il pavimento pelvico.

Le infezioni urinarie in omeopatia sono espressione di una condizione generica di salute precaria che ha trasformato il fisico in terreno per i batteri. Il trattamento omeopatico in caso di cistite mira dunque a un’azione profonda per arrestare il cronicizzarsi del processo infettivo. In caso di cistite acuta, il trattamento prevede:

  • Olio essenziale di ginepro: antisettico delle vie urinarie, come tutti gli olii essenziali svolge un’azione antinfettiva e antibiotica, ma nel caso del ginepro, è specifica per l’apparato genito-urinario.
  • Olio essenziale di eucalipto: svolge anche un’efficace attività antibatterica molto indicata per le affezioni delle vie urogenitali.
  • Serenoa : gli indigeni precolombiani usavano le bacche per curare diverse disfunzioni urologiche, infiammazioni della prostata, disfunzioni erettili e atrofie testicolari. Anche la fitoterapia moderna utilizza I suoi frutti, ricchi in steroli, acidi grassi essenziali, carotenoidi, olii essenziali e polisaccaridi, nella cura delle malattie dell’apparato uro-genitale maschile e nel trattamento dell’alopecia (calvizie androginica). Gli steroli, gli acidi grassi essenziali, i carotenoidi, gli olii essenziali e i polisaccaridi svolgono un’azione riequilibrante del sistema ormonalemaschile, antinfiammatoria e diuretica utili nell’ipertrofia prostatica benigna al primo stadio, in cui predominano i disturbi urinari (disuria)” e al secondo stadio, in cui aumenta la ritenzione urinaria, per cui la vescica non si svuota mai completamente, ma rimane sempre un residuo, ambiente perfetto per la proliferazione di microbi e batteri.
  • Uva ursina: può essere considerata un antisettico assai attivo da utilizzare ogni qualvolta vi sia un’infiammazione o infezione a livello delle vie urinarie. Esercita un’azione antibatterica, antinfiammatoria ecalmante lo stimolo continuo della minzione o il dolore. Può essere prescritta in caso di prostatite, cistite acuta e cronica, nell’uretrite, nella colobacillosi. Tra i vari principi attivi che caratterizzano l’uva ursina, gli eterosidi fenolici (arbutoside (6-10%,) determinano l’azione antibatterica, in quanto rilasciano il vidrochinone, la sostanza che effettivamente elimina i microbi. Quest’ultimo processo è favorito dall’alcalinità delle urine, quindi nel caso di quei batteri che rendono l’ambiente basico come Proteus vulgaris oKlebsiella pneumoniae, l’uso di Uva ursina risulta più che mai appropriato, mentre nel caso di urine acide è bene basificare artificialmente, col bicarbonato di sodio. I tannini gallici (15-20%) proteggendo le mucose delle vie urinarie e influenzano l’aderenza dei microbi all’epitelio; inoltre hanno qualità astringenti e bloccano perciò le secrezioni prodotte dalle mucose infiammate cistite. I triterpeni monotropeoside (iridoide) e il piceoside (idrossiacetofenone) lavorano in sinergia con l’arbutina, esercitando un’azione antinfiammatoria, utilissima nelle infezioni di questo tipo, caratterizzate da forte bruciore.

Differenza tra prostata normale e prostata ingrossata

  • Arsenicum album 9CH (5 granuli, 3 volte al giorno), indicato per attenuare il senso di bruciore e in caso di compromissione delle condizioni generali, con febbre, perdita di peso;
  • Cantharis 7 CH (5 granuli, ogni 2-4 ore), preparato omeopatico derivato dalla cantaride, insetto coleottero della famiglia dei Vescicanti utilizzato in caso di processi infiammatori e infettivi a livello urinario.

La diagnosi di ritenzione urinaria è semplice, in quanto la difficoltà a lasciare andare urina è evidente. Si possono avere due differenti esiti diagnostici:

Spesso alcuni di questi sintomi possono anche non essere il segnale di un problema più grave. Ad esempio si può avvertire fastidio o bruciore durante la minzione quando si assumono pochi liquidi durante la giornata, o in caso di disidratazione, fattori che comportano la produzione di urine concentrate e dalla colorazione intensa. In questo caso sarà sufficiente bere un idoneo quantitativo di liquidi per ripristinare le condizioni fisiologiche.

Il bruciore avvertito durante la minzione viene inserito nella definizione di disuria. Può essere dovuto a:

In alcuni casi potrebbe essere necessaria l’assunzione di farmaci, su prescrizione del medico:

I pazienti per cui sia necessario l’inserimento di cateteri urinari sono molto soggetti alle infezioni delle vie urinarie. Questo è dovuto al fatto che i batteri presenti sulla cute possono facilmente aderire al catetere, e colonizzare l’uretra o la vescica. Per questo sarebbe opportuno limitare quanto più possibile il periodo di cateterizzazione e assicurarsi di mettere rigorosamente le norme igieniche previste per la sua manutenzione.

Nella donna invece il problema più frequente riguarda lo sviluppo di cistiti batteriche, a causa del ridotto sviluppo dell’uretra rispetto a quella maschile, oltre che cistiti dovute alla proliferazione di miceti, come nel caso della candida. Infatti è consigliabile per le donne seguire una serie di semplici accorgimenti, tra cui quello di lavarsi accuratamente dalla vagina verso l’ano, e mai al contrario, per evitare che possano verificarsi contaminazioni da parte di batteri fecali. Inoltre sarebbe opportuno, soprattutto nei periodi estivi o per chi frequenta spesso le piscine, evitare il permanere di condizioni di umidità, cambiando subito il costume bagnato con uno asciutto, per evitare proliferazioni fungine. Nella donna inoltre è frequente la comparsa di disturbi alle vie urinarie dopo i rapporti sessuali, le cosiddette “cistiti da luna di miele”, che possono essere legate a vari fattori, tra cui:

Nell’uomo i disturbi della minzione sono causati per la maggior parte dei casi da problemi a livello della prostata, soprattutto con l’avanzare dell’età, o in soggetti che passano molto tempo seduti. Può comunque verificarsi la formazione di calcoli alle vie urinarie, o di cistiti di natura batterica.

Tanti soggetti ogni giorno hanno problemi e difficoltà ad urinare – Molte persone hanno accusato almeno una volta nella vita una sensazione di fastidio o bruciore durante la minzione, con difficoltà ad urinare, un problema molto diffuso che riguarda le vie urinarie sia delle donne che degli uomini, e può essere causato da diversi fattori, di lieve o grave entità.

Spesso nei pazienti che hanno subito un intervento chirurgico possono presentarsi disturbi alle vie urinarie, soprattutto per quanto riguarda quelli di natura infettiva. Si parla di infezioni nosocomiali o ospedaliere, e sono legate soprattutto all’applicazione di cateteri nei pazienti costretti a letto nel periodo successivo all’intervento. Può verificarsi anche qualora non ci siano opportune condizioni di assoluta sterilità del campo operatorio, ad esempio durante il parto, causando così la contaminazione delle vie urinarie.

In alcuni casi possono esserci disturbi durante la minzione, senza che però vi sia una sensazione dolorosa. Si tratta di situazioni in cui ci possa essere poliuria, o altri dei sintomi sopraelencati, ma non associati a stranguria o dolore lombare o pelvico. Tra queste ci possono essere ad esempio infezioni batteriche di natura asintomatica, oppure di situazioni di stress, che prevedono minzioni frequenti, senza altri sintomi che possano far pensare alla presenza di problematiche ulteriori.

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