Tumore alla Prostata

Una volta che il tipo di tumore è stato diagnosticato, il medico dovrà anche prendere in considerazione:

Ingrossamento della prostata (iperplasia prostatica benigna). La prostata è molto sensibile all’azione degli ormoni, come il testosterone. Con il passare degli anni, si verifica spontaneamente un ingrossamento della ghiandola, in seguito alle variazioni ormonali che si verificano nel testicolo (diminuisce la produzione di androgeni e inizia il rilascio di piccole quantità di ormoni estrogeni). L’iperplasia prostatica benigna può comprimere l’uretra e creare problemi nel passaggio dell’urina.

Nelle fasi iniziali, il tumore alla prostata è spesso asintomatico; ciò significa che il paziente non avverte alcun sintomo, rimanendo ignaro della condizione. Negli ultimi anni, grazie alla crescente presa di coscienza dei pericoli della malattia, la maggior parte dei tumori prostatici viene diagnosticata proprio in queste fasi iniziali. Una visita urologica accompagnata al controllo del PSA (antigene prostatico specifico), mediante analisi del sangue, permette di identificare i soggetti a rischio nei quali effettuare ulteriori accertamenti.

  • Età avanzata. Il tumore della prostata è molto raro negli uomini di età inferiore ai 40 anni, ma la possibilità di sviluppare la malattia aumenta rapidamente dopo i 50. Circa 6 su 10 casi si riscontrano in pazienti di età superiore ai 65 anni.
  • Razza/etnia. Il tumore alla prostata è più comune in alcuni gruppi etnici e razziali rispetto ad altri, ma le ragioni di queste differenze non sono chiare. In particolare, gli uomini afro-americani presentano un rischio più alto di sviluppare la malattia e una probabilità superiore che questa sia una forma aggressiva.
  • Predisposizione familiare per il cancro alla prostata o al seno. Gli uomini che hanno un parente consanguineo (padre o fratello) affetto da tumore alla prostata, presentano un rischio di ammalarsi 2-3 volte maggiore rispetto a soggetti senza familiarità; tale rischio aumenta ulteriormente se in famiglia c’è più di un parente affetto e se la malattia è stata diagnosticata prima dei 65 anni. Inoltre, il rischio sembra essere leggermente più alto per gli uomini provenienti da famiglie con un’anamnesi positiva per il cancro al seno. In particolare, la probabilità di sviluppare un tumore alla prostata è maggiore in presenza della mutazione di alcuni geni, come BRCA1 e BRCA2, coinvolti anche nell’insorgenza di tumori di seno e ovaio.
  • Stile di vita. L’obesità e la mancanza di esercizio fisico possono favorire lo sviluppo e la crescita del tumore della prostata. Il rischio è maggiore per gli uomini che consumano alimenti ricchi di grassi saturi, in una dieta povera di frutta e verdure. La maggior parte degli studi non ha riscontrato un legame evidente tra il fumo e il cancro alla prostata.
  • Infiammazione della prostata. Alcuni studi hanno suggerito che la prostatite potrebbe essere collegata ad un aumentato rischio di tumore alla prostata, mentre altre ricerche non hanno riscontrato tale evidenza. Il legame tra le condizioni non è ancora chiaro, ma è oggetto di approfondimento.

L’adenocarcinoma è l’istotipo più frequente tra le neoplasie prostatiche (rappresenta circa il 95% dei tumori maligni).
Tuttavia, esistono altri tumori, che differenziano per presentazione clinica e decorso, tra cui:

A livello generale, il tumore alla prostata si verifica quando le cellule anormali all’interno della prostata crescono in modo incontrollato. Tale evento è causato da cambiamenti che interessano il materiale genetico delle cellule prostatiche e possono indurre un’alterazione dei meccanismi che controllano il ciclo cellulare, quindi favorire la formazione di masse tumorali. Le attuali ricerche scientifiche sono orientate a comprendere le alterazioni genetiche (e le relative combinazioni), che aumentano il rischio di sviluppare il cancro alla prostata.

Se il tumore viene ignorato, l’aumento delle sue dimensioni è associato a problemi connessi con la minzione, in quanto l’organo circonda l’uretra prostatica. I cambiamenti all’interno della ghiandola, quindi, influenzano direttamente la funzione urinaria. I sintomi del tumore alla prostata possono includere:

Dati alla mano, si calcola che ogni italiano con più di 65 anni abbia circa il 3% di probabilità di morire a causa di un cancro della prostata. Per questo, è bene non abbassare la guardia: intervenire per tempo significa maggiori possibilità di estirpare o contenere la malattia.

Il tumore alla prostata può causare complicazioni sia nelle immediate vicinanze, sia nel resto del corpo. Questeincludono:

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