Tumore alla Prostata

  • Il grado del tumore (come si comportano le cellule tumorali anomale);
  • La fase del cancro, compreso se si è diffuso (metastasi) e dove si è diffuso;
  • Fattori prognostici (caratteristiche particolari che potrebbero influenzare il decorso della malattia);
  • Statistiche di sopravvivenza per il particolare tipo e stadio di tumore.



In condizioni normali, la prostata possiede approssimativamente le dimensioni di una noce, ma a causa dell’avanzare dell’età, o di alcune patologie, può ingrossarsi e determinare l’insorgenza di disturbi, soprattutto di tipo urinario.

Alcune condizioni precancerose hanno il potenziale di evolvere in tumore alla prostata, anche se questo deve ancora essere stabilito con certezza:

La prostata è una ghiandola di forma rotondeggiante, simile ad una castagna, che appartiene al sistema riproduttivo maschile; è posizionata nella pelvi (parte inferiore dell’addome), appena sotto la vescica e davanti al retto, a circondare la prima porzione dell’uretra. Il parenchima è costituito da un grappolo di ghiandole tubuloalveolari, circondate da uno strato piuttosto spesso di fibre muscolari lisce.

Il tumore alla prostata può causare complicazioni sia nelle immediate vicinanze, sia nel resto del corpo. Questeincludono:

Una volta che il tipo di tumore è stato diagnosticato, il medico dovrà anche prendere in considerazione:

  • Neoplasia prostatica intraepiteliale (PIN): al microscopio, le cellule della ghiandola prostatica sono caratterizzate da piccole alterazioni nella forma e nelle dimensioni, che le rendono anomale. Molti uomini possono presentare una displasia lieve (PIN1, basso grado) anche in giovane età, ma non necessariamente svilupperanno un tumore alla prostata. Una neoplasia prostatica intraepiteliale di alto grado, invece, correla ad un rischio significativamente maggiore. Per questo motivo, i medici devono monitorare attentamente ogni paziente in cui è riscontrata ed, eventualmente, effettuare un’altra biopsia della prostata.
  • Atrofia infiammatoria proliferativa (PIA): le cellule della prostata sembrano più piccole del normale e non ci sono segni di infiammazione nella zona. I ricercatori ritengono che la lesione possa evolvere a PIN di alto grado o direttamente a tumore.
  • Proliferazione microacinare atipica (ASAP): in questo caso, l’esito della biopsia è incerto, cioè il significato prognostico non è correlato ad una specifica natura di benignità o malignità; per questo motivo, al paziente è consigliata la ripetizione della biopsia dopo tre mesi.

Nella prostata sono presenti diversi tipi di cellule, ciascuna delle quali può subire una trasformazione neoplastica. Tuttavia, i tumori diagnosticati derivano per la maggior parte dall’interno della ghiandola e sono classificati come adenocarcinomi (o carcinomi ghiandolari).
Un adenocarcinoma origina quando le normali cellule, costituenti una delle ghiandole secretorie, diventano cancerose. Durante le fasi iniziali, le lesioni restano confinate. Nel corso del tempo, le cellule neoplastiche iniziano a moltiplicare e a diffondere nel tessuto circostante (stroma), formando una massa tumorale. Questa determina un rigonfiamento della superficie della prostata, riscontrabile durante la palpazione della ghiandola attraverso la parete rettale. Nelle fasi più avanzate, il tumore può aumentare le proprie dimensioni e invadere gli organi limitrofi, come le vescicole seminali o il retto. Le cellule neoplastiche possono sviluppare la capacità di migrare dalla sede di origine ad un’altra parte del corpo, attraverso il flusso sanguigno e il sistema linfatico. Queste possono proliferare e costituire tumori secondari. Il tumore alla prostata metastatizza più frequentemente alle ossa, ai linfonodi e può invadere il retto, la vescica e gli ureteri, mediante meccanismo di diffusione locale.

Se il tumore viene ignorato, l’aumento delle sue dimensioni è associato a problemi connessi con la minzione, in quanto l’organo circonda l’uretra prostatica. I cambiamenti all’interno della ghiandola, quindi, influenzano direttamente la funzione urinaria. I sintomi del tumore alla prostata possono includere:

Uno studio condotto da alcuni ricercatori in Belgio ha analizzato l’effetto che hanno le metastasi ossee sui tassi di sopravvivenza per gli uomini con cancro alla prostata. Essi hanno scoperto che le metastasi ossee hanno un forte effetto sui tassi di sopravvivenza. I risultati hanno mostrato tassi di sopravvivenza come descritti di seguito:

Uno studio ha dimostrato che l’impatto dei nuovi trattamenti sulla speranza di vita per il cancro alla prostata ha portato avanzamenti importanti. I ricercatori hanno scoperto che gli uomini che ricevono nuovi trattamenti vivono, in media, due anni in più di quanto avrebbero potuto 10 anni fa.

  • età;
  • salute generale, comprese le condizioni coesistenti;
  • l’estensione e la localizzazione delle metastasi;
  • grado del tumore;
  • livelli di PSA;
  • i tipi di trattamenti che una persona riceve.

sopravvivenza a cinque anni: meno dell’uno per cento.

sopravvivenza ad un anno: 87 per cento;

La terapia ormonale, indicata anche come terapia di deprivazione androgenica (ADT), è normalmente la prima linea di trattamento per rallentare la diffusione del cancro alla prostata. Gli ormoni maschili chiamati androgeni guidano una più veloce diffusione delle cellule tumorali della prostata. La riduzione o il blocco di questi ormoni può privare le cellule tumorali del carburante di cui hanno bisogno per crescere.

Un certo numero di trattamenti (descritti di seguito) sono utilizzati per rallentare la diffusione delle metastasi e per migliorare la qualità della vita. Insieme al vostro medico lavorerete per determinare la migliore opzione di trattamento per la situazione sussistente. Considerazioni importanti riguardano la vostra età, lo stato generale di salute e lo stile di vita.

sopravvivenza ad un anno: il 40 per cento;

sopravvivenza a cinque anni: 56 per cento.

Last updated on giugno 11th, 2018 at 03:13 pm

Si può effettuare una particolare forma di radioterapia interna (brachiterapia) chiamata radioterapia endobronchiale quando il tumore blocca una via aerea.

  1. Intestino crasso (colon e retto);
  2. Seno (carcinoma alla mammella);
  3. Vescica;
  4. Testicolo;
  5. Stomaco;
  6. Esofago;
  7. Rene (carcinoma renale);
  8. Utero (Leiomiosarcoma);
  9. Melanoma maligno, un tipo di tumore alla pelle.
  10. L’osteosarcoma (un tipo di cancro dell’apparato scheletrico) si può diffondere anche ai polmoni.

Mancanza di respiro
È un problema frequente e preoccupante che può interessare tutti gli aspetti della vita. Si può alleviare con:

Tosse con sangue (emottisi)
Spesso si notano alcune striature di sangue nel catarro dei pazienti colpiti dalla metastasi al polmone.
Se si notano delle quantità maggiori di sangue, si deve informare il medico per pianificare la terapia specifica (come la radioterapia) per il controllo.

Questi sintomi possono essere alleviati svuotando attentamente il fluido attraverso un tubo.
Questa procedura è chiamata drenaggio della cavità pleurica e si realizza nella seguente maniera:

  • Interessare solo una piccola parte dei polmoni,
  • Essere facile da raggiungere,
  • Essere non collegato a importanti vasi sanguigni o nervi.

Il tumore polmonare può creare metastasi in altri organi, i più colpiti sono:

  • Linfonodi mediastinici (nello spazio compreso tra i polmoni)
  • Cervello
  • Fegato
  • Ossa
  • Ghiandole surrenali
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