Urologia Grosseto

Complicanze intraoperatorie

Le cause e gli effetti
Non si conosce con esattezza la causa della IPB. Alcuni ricercatori ritengono che sotto lo stimolo delle minzionicontinue, delle eiaculazioni e delle infiammazioni si verifichino dei microtraumi che liberano dai tessuti prostatici vicino all’uretra una sostanza capace di causare l’accrescimento delle ghiandole vicine. Un ruolo essenziale sembra essere svolto dall’assetto ormonale che si viene a creare con il passare degli anni. La IPB può potenzialmente iniziare a svilupparsi molto presto, già dopo i 30 anni, ma non in tutti i soggetti si sviluppa con la medesima modalità e velocità. I sintomi principali associati all’IPB sono pollachiuria, nicturia, sensazione di incompleto svuotamento, minzione intermittente fino ad arrivare alla ritenzione urinaria acuta. Quest’ultima diventa una vera urgenza urologica che richiede il posizionamento di un catetere vescicale al fine di svuotare la vescica. L’esplorazione rettale, l’ecografia prostatica trans-rettale e l’uroflussimetria sono sicuramente necessarie per un corretto studio della malattia.

Il Trattamento
Esistono cure farmacologiche e terapie di tipo chirurgico:

Complicanze a distanza

Le terapie farmacologiche
Il trattamento dell’ipb può essere di tipo farmacologico o chirurgico. Attualmente i farmaci (di prescrizione) disponibili comprendono la finasteride e la dudasteride (es. Proscar, Prostide) che agisce bloccando la trasformazione del testosterone nella sua forma attiva, il DHT (dehydrotestosterone), responsabile dell’ingrossamento della prostata, e la terazosina e l’alfuzosina (alfa bloccanti – es.Teraprost, Xatral), che rilassano i muscoli del collo vescicale, dell’uretra prostatica e della prostata, facilitando il passaggio dell’urina nell’uretra. L’effetto farmacologico compare solo dopo alcune settimane di terapia, ma possono essere necessari diversi mesi prima di ottenere l’effetto massimo. Come tutti i farmaci, anche questi presentano effetti indesiderati che tuttavia scompaiono con la sospensione del trattamento. Per gli alfa-antagonisti sono riportati con una certa frequenza, ipotensione ortostatica, vertigini e astenia. Per ridurre l’incidenza di effetti indesiderati si consiglia di assumere il farmaco la sera, prima di coricarsi, e alzarsi lentamente dal letto, rimanendo seduti per un po’ sul bordo. Per la finasteride gli effetti indesiderati più rilevanti sono l’impotenza e la diminuzione della libido, che tuttavia si presentano in una bassa percentuale di pazienti (1 e 2% rispettivamente). Il farmaco non dovrebbe essere maneggiato da donne in età fertile, in quanto può avere effetti teratogeni sull’embrione maschio.
Accanto a queste sostanze di sintesi chimica, ne esistono alcune, derivate dal mondo vegetale, che sembrano essere efficaci nel controllo dei sintomi dell’IPB. Fra questi, la Serenoa Repens (Saw Palmetto) e il Pygeum Africanum sono i rimedi più documentati; sono in commercio sia come farmaci (es. Permixon, Tadenan).

Interventi non farmacologici
Spesso, adottando alcuni cambiamenti nello stile di vita, è possibile tenere sotto controllo i sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna:
• Limitare l’assunzione di liquidi alla sera, per ridurre il bisogno di alzarsi la notte per urinare.
• Cercare di svuotare completamente la vescica ogni volta che si va in bagno, ad esempio urinare stando seduti
• Evitare le bevande alcoliche che possono provocare congestione della prostata
• Svolgere attività fisica (l’inattività provoca ritenzione urinaria).

Complicanze postoperatorie

L’adenomectomia chirurgica: è l`intervento tradizionale, che si esegue con un accesso addominale sovrapubico ed é riservato alle prostate di grosse dimensioni, >100 gr.

Turp (clicca qui). L’Ipertrofia Prostatica Benigna consiste in un ingrossamento della prostata. Con l’aumentare dell’età la porzione centrale della ghiandola (posta a manicotto intorno al canale urinario) tende a svilupparsi in maniera eccessiva e spropositata. A causa del suddetto ingrossamento il canale urinario (uretra) può essere compresso e schiacciato così come la parte periferica della ghiandola. Dopo diversi anni di sviluppo la IPB può anche raggiungere le dimensioni di una arancia. L’Ipertrofia Prostatica Benigna (il concetto di benignità è esclusivamente istologico) è caratterizzata oltre che dall’aumento della frequenza delle minzioni diurne e notturne (pollachiuria e nicturia), anche da una sensazione di incompleto svuotamento, da minzione intermittente fino ad arrivare alla ritenzione urinaria acuta.

Vennero costituiti quattro gruppi di studio, sulla base delle ore settimanali che questi uomini dedicavano alla bicicletta:

Andare in bicicletta può danneggiare la prostata? Esiste una correlazione tra ciclismo e tumore prostatico? Sulla base dei dati disponibili oggi, la risposta è no.

L’attività fisica regolare aiuta a mantenersi in forma e, come abbiamo precisato in un precedente articolo, può preservare il benessere della prostata.
È possibile, tuttavia, che alcuni sport possano produrre l’effetto contrario, ovvero infiammare la ghiandola prostatica o perfino aumentare il rischio di tumore alla prostata?
Non esistono ancora evidenze scientifiche in proposito, ma alcune ricerche hanno provato ad esaminare a fondo i pro e i contro di alcuni sport, primo tra tutti il ciclismo.

Bisogna, tuttavia, notare che gli uomini con uno stile di vita attivo sono più attenti alla propria salute rispetto alle persone sedentarie, quindi è più probabile che visitino più spesso il loro medico: questo spiegherebbe il motivo per cui le diagnosi di tumore alla prostata sono più frequenti tra chi si dedica ad attività sportiva, e non sarebbero attribuibili direttamente allo sport, quanto alla maggiore attenzione verso la propria salute.

28 Dicembre 2016

Come ha chiaramente spiegato il Dottor Mark Pomerantz, oncologo del Dana-Farber’s Cancer Institute, «Sulla base dei dati che abbiamo a disposizione in questo momento, oserei affermare che i benefici che derivano dall’esercizio fisico, compresa la bicicletta, compensano ampiamente i rischi».
Ben venga, dunque, l’attività fisica, di qualsiasi tipo, purché regolare nel tempo.
Il ciclismo non va demonizzato, soprattutto perché è uno sport completo ed ha effetti positivi sul cuore, sui polmoni, sul corpo e sulla mente.

Secondo i ricercatori, non esisteva una relazione di causa-effetto tra infertilità o impotenza e l’intensità dell’allenamento settimanale.
Lo studio inglese ha però osservato un aumento delle diagnosi di tumore alla prostata nel quarto gruppo di studio, composto da uomini di oltre 50 anni che dedicavano più di 8,5 ore di bicicletta alla settimana; ciò potrebbe far pensare ad una correlazione tra questa malattia e il ciclismo.

  • meno di 3,75 ore;
  • tra 3,76 e 5,75 ore;
  • tra 5,76 e 8,5 ore;
  • oltre 8,5 ore a settimana.

La bicicletta ha, in effetti, un impatto sulla zona perineale e prostatica, tanto che, in condizioni di ipertrofia prostatica in forma acuta, i medici consigliano di interrompere l’attività fisica.
Esistono altri tipi di rischi per la prostata quando si pratica questo sport?
Nel 2014 uno studio avviato dallo University College London ha analizzato i dati di 5.282 ciclisti nell’ambito del Cycling for Health U.K. Study. I partecipanti furono reclutati mediante inserzioni su riviste di ciclismo e parteciparono a un sondaggio online in cui veniva loro chiesto se avessero problemi di disfunzione erettile, infertilità o tumore alla prostata.

  • Immediato miglioramento del flusso urinario
  • Breve durata del ricovero
  • Breve periodo di cateterizzazione
  • Basso rischio di complicanze
  • Utilizzabile in tutte le prostate ma soprattutto in quelle voluminose
  • E’ possibile l’esame istologico
  • Non è necessario sospendere I farmaci antiaggreganti
  • Rischio di incontinenza molto basso

Pro

Gli effetti collaterali sono generalmente modesti e comprendono secchezza della bocca e degli occhi, stipsi, sensazione di difficoltoso svuotamento, difficoltà nella messa a fuoco, vertigini.

  • Il flusso urinario è debole
  • Il flusso urinario esce a spruzzo o diviso a metà
  • Il flusso urinario si interrompe e riprende
  • E’ necessario spingere per urinare
  • Occorre del tempo prima che il flusso urinario inizi ad uscire
  • Occorre molto più tempo per completare lo svuotamento
  • In alcuni casi si può manifestare una ritenzione urinaria (impossibilità di mingere)
  • Sensazione di non aver vuotato completamente la vescica
  • Perdita involontaria o sgocciolamento di urina dopo la minzione

E’ questo un gruppo di farmaci utilizzati per il trattamento della disfunzione erettile, che mostrano però anche efficacia nel ridurre alcuni disturbi della IPB.
Attualmente sono disponibili:

  • Nel maggior parte dei casi non necessario ricovero
  • Basso rischio di complicanze
  • Non necessario interrompere terapia antiaggregante

Le due tecniche principali sono Vaporizzazione ed Enucleazione

Gli effetti collaterali sono costituiti da cefalea, dolore alla schiena, vertigini, disturbi gastrici. L’impiego di questi farmaci è inoltre controindicato in associazione ad alfalitici quali Doxazosina e Terazosina ed in uomini che abbiano sofferto di particolari problemi cardiaci; sono inoltre sconsigliati in pazienti affetti da problemi di pressione o da malfunzionamento dei reni.
Prima di utilizzare questi farmaci è comunque importante discuterne con il proprio medico.

Vi potrà essere prescritta l’esecuzione di un esame ecografico dell’apparato urinario (ecografia addome e/o ecografia prostatica transrettale) per ottenere informazioni sull’alto e sul basso apparato urinario.

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